Come gia trattato nel cmap la privacy oggi si divide in due principi “il diritto di essere lasciato solo”, nessuno può interessasi a te, e la gestione di cosa si vuole far sapere di se.
Attualmente il secondo principio è di gran lunga più importante, quando si opera in un social network. Alcuni pericoli e comportamenti a rischio li ho trovati raccolti in questo sito
http://sicurezza7x24.spaces.live.com/ tra l’altro preannuncia la settimana della sicurezza in internet, dedicata principalmente nei social network, che si terra dal 16 al 23 maggio.
L’uso disinvolto degli strumenti di internet in particolare del web 2.0, può avere anche risvolti legali come viene evidenziato nel blog
http://mozenda.blogspot.com/2009/05/facebook-e-le-responsabilita-civili.html
Tutto questo certamente non incoraggia l’uso del web 2.0 in presenza di minorenni, e comunque imporre l’uso di questi strumenti pone se non altro qualche problema di coscienza.
Ci viene in contro la politica che ha rilevato il problema ma come al solito si sono divisi in opposte fazioni con soluzioni diametralmente opposte. Riporto questo blog unicamente perché mi sembra meno propagandistico di altri visitati su questo argomento
http://www.vicenzapartecipa.it/2009/03/internet-e-in-pericolo.html
Quello che mi sorprende che a livello europeo esiste già un codice di comportamento da insegnare ai ragazzi, ai docenti e alle famiglie da quel poco che ho potuto leggere, è piuttosto lungo, mi sembra rassicurante e fornisce vari consigli o prescrizioni. Peccato che anziché litigare su come limitare l’uso del web non si faciliti la conoscenza attraverso e la diffusione di questi testi.
http://www.coe.int/t/dghl/standardsetting/internetliteracy/hbk_EN.asp
La visione è gratuita in HTML peccato che sia solo in francese ed inglese.
Da una rapida ricerca su internet non sono riuscito a trovarne una traduzione in italiano, ne un mezzo di divulgazione che andasse oltre la semplice notizia.
Di fronte a questo interesse da parte della classe dirigente e dei media come può affermarsi una cultura che integri il web come strumento per la vita anche non scolastica nel quadro dell’apprendimento informale previsto dal Consiglio d’Europa 30/10/2000?
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